IL TERRITORIO

 
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L'Appennino Meridionale
L'Appennino Meridionale si fraziona ormai in rilievi isolati, divisi da bacini profondamente depressi e privi di regolare allineamento. Anche la struttura geologica non è uniforme: accanto a rilievi ancora calcarei, come nell'Appennino Centrale, sono presenti antichissime rocce cristalline, del tutto diverse cioè da quelle che compongono il resto del sistema. L'Appennino Meridionale viene comunemente distinto in Campano, Lucano e Calabro. Costituito in prevalenza da calcari è l'Appennino Campano (detto talora Napoletano e anche , nella parte settentrionale e orientale, Sannita), compreso tra la Bocca
appennino a cavallo
di Forlì e la sella di Conza (697 m), posta quest'ultima tra le valli adriatica dell'Ofanto e tirrenica del Sele; ne fanno parte il massiccio del Matese (2050 m nel monte Miletto), i monti Picentini (monte Cervialto, 1809 m), i monti Lattari, tutti spostati, rispetto allo spartiacque, verso il mar Tirreno. A S della sella di Conza e fino al passo dello Scalone (740 m) si dispone l'Appennino Lucano, anch'esso calcareo e orientato grosso modo da NW a SE; comprende i massicci dell'Alburno (1742 m) e del Cervati (1899 m) e, più a E, oltre il vallo di Diano, il monte Volturino (1836 m) e il gruppo del Sirino (2005 m nel monte del Papa). A E si stendono sul versante adriatico monotoni pianalti, sovente franosi, tra cui spicca però l'apparato vulcanico del monte Vulture (1326 m). L'estremità meridionale dell'Appennino Lucano è chiusa dal massiccio del Pollino, che culmina a 2267 m nella Serra Dolcedorme. Profondamente diverso dal resto dell'Appennino, sia dal punto di vista litologico sia da quello orografico, è l'Appennino Calabro (o anche Calabrese) formato essenzialmente da rocce cristalline. Al di là del passo dello Scalone e fino al corso del fiume Savuto si allunga, parallelamente alla costa tirrenica, la Catena Costiera, che nel monte Cocuzzo tocca i 1541 m; a E la valle del Crati la separa dall'altopiano della Sila, culminante a 1928 m nel monte Botte Donato. A S della gola di Marcellinara il rilievo si frammenta in tre altopiani, il Poro (710 m), Le Serre (monte Pecoraro, 1423 m) e l'Aspromonte (monte Montalto, 1955 m), caratterizzato dalla sommità a cupola e dai ripidi fianchi che scendono al mare, massiccio che costituisce la parte terminale della penisola italiana. Infine al di là dello stretto di Messina l'Appennino prosegue lungo la costa settentrionale della Sicilia nell'Appennino Siculo, formato dai tre gruppi dei monti Peloritani, analoghi a quello calabro per struttura geologica, Nebrodi (o Caronie) e Madonie, formati questi ultimi da calcari, marne e arenarie.
 
     
     
 
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