ARTE MUSICA
CINEMA/TV

 
  homepage
homepage
  ARTE  
     
 
 
     ARTE
 
Il Colosso dell'Appennino
 

Il Colosso dell’Appennino è una statua realizzata da Giambologna (Jean De Boulogne) all’interno dell’attuale Villa Deminoff, una tenuta Medicea in località Pratolino, a pochi passi da Firenze. Il Colosso dell’Appennino fu eretto nel 1580 dallo scultore fiammingo, aiutato da diversi altri maestri d’arte. La raffigurazione è alta 14 metri ed è posta a guardia dello stagno di fronte a sé, arroccato sopra una naturale formazione rocciosa.
Nella parte inferiore della struttura si trova una grotta dalla quale si accede ad altri vani all’interno del gigante, fra cui una stanza che è sita nella testa, illuminata dalle fessure degli occhi e delle orecchie. Originalmente l’interno del gigante era costituito da numerosi vani, che sono stati poi chiusi. L’esterno della statua è irregolare, con forme che assomigliano a spugne e detriti che simulano l’uscita repentina del gigante dallo stagno.
GIAMBOLOGNA FECE L’APPENNINO MA SI PENTÌ D’AVERLO FATTO A PRATOLINO
Questa imponente e grandiosa opera d’arte ha conosciuto poca fortuna durante i secoli, diventando una delle sculture più notevoli ad essere rapidamente dimenticata. Il detto popolare riportato sopra è la sintesi perfetta delle relative fortune della statua, che oggi è un patrimonio d’Italia praticamente sconosciuto che meriterebbe ben altra notorietà. Parte delle cause della poca fama sono da ricercarsi nel luogo, fuori la classica passeggiata medicea di Firenze, ma anche nelle alterne fortune della Villa, che fu addirittura distrutta nell’800.
L’edificio principale fu realizzata da Francesco I de’ Medici fra il 1569 e il 1575, ed era un luogo di straordinaria bellezza. La tenuta costò 782.000 scudi, un prezzo che, per fare un paragone, fu doppio rispetto a quello speso per realizzare gli Uffizi. Secondo le cronache rinascimentali doveva essere la villa di gran lunga più spettacolare delle tenute medicee, ma il suo destino fu quello di non giungere sino ai giorni nostri. Nel 1820 l’ingegner Joseph Fritsch fece esplodere la villa con il tritolo, su ordine della casata dei Lorena, privando l’Italia di uno dei tesori artistici più preziosi del Rinascimento.
Nel 1872, quando ormai l’Italia era fatta, la villa fu venduta ai Demidoff, che restaurarono un edificio de le paggerie, ampliandolo e facendolo diventare principale. I giardini furono portati a nuovo splendore, andando a recuperare quanto più possibile di una tenuta di ineguagliata magnificenza. Nel 1981 Villa Demidoff divenne di proprietà dello stato, ed oggi rimane aperta al pubblico durante il periodo estivo.

Fonte: vanillamagazine


    
 
     
 
Seguici su FaceBook e YouTube  
APPENNINO a CAVALLO - Associazione Culturale iscritta al n. 8291 del 6/3/2013 del Tribunale di Bologna - Police Privacy | Cookie Policy | Sitemap
Nelle Regioni: Abruzzo | Basilicata | Calabria | Campania | Emilia Romagna | Lazio | Liguria | Marche | Molise | Puglia | Sardegna | Sicilia | Toscana | Umbria |