DISCIPLINE EQUESTRI

 
  homepage
homepage
  DISCIPLINE OLIMPICHE  
     
         
 
     OLIMPICHE
 
Dressage

Il dressage è un’antica arte sviluppatasi nella reggia nobiliare come scuola d’arme e ha dato le basi per un accurato studio sull’addestramento delcavallo.
La parola dressage deriva dal francese e indica l’insieme dei meccanismi inerenti all’addestramento del cavallo che costituiscono l’arte equestre.
Ammaestrare lo stallone al dressage equivale a migliorare le sue capacità fisiche ed abituarlo ad un lavoro duraturo nel tempo.
L’arte equestre del dressage era già nota nell’antica Grecia ma, in seguito ad alcune crisi, si ricreò in Italia e Francia nel XVI secolo. A quel tempo i cavallivenivano addestrati per la guerra ma con Luigi XIII, RE DI Francia nacquero le prime accademie equestri come anche in Inghilterra, Austria e Germania.
Successivamente il dressage si sviluppò a Vienna la scuola spagnola e con il contributo iugoslavo delle scuderie Reali di Lipiza,si formò un nuovo metodo di addestramento.
Attualmente è attiva la più nota scuola di equitazione del mondo della Hofburg di Vienna dove viene istituita l’arte classica dell’Alta scuola del dressage.
Il dressage è incentrato in particolare sul potenziamento ginnico seguendo, con lavoro metodico, un accurato addestramento. Questo tipo di operazione evita traumi fisici e psichici al cavallo che a sua volta invece riesce ad effettuare qualsiasi sforzo continuo nel tempo. Tale esercizio accentua la scioltezza muscolare, infatti questo tipo di addestramento mira al potenziamento della potenza dello stallone fino a porre in evidenza il suo vigore ed eleganza verso il cavaliere.

Il dressage viene eseguito su un suolo di gara di 20 m per 60 m e ce ne sono varie categorie a seconda delle difficoltà: Elementare, Facile, Medio e Difficile. Il cavaliere deve effettuare, durante la prova, degli esercizi imparati a memoria; gli esercizi vengono giudicati singolarmente da ogni giudice della giuria tenendo presente la precisione nello svolgimento, l’equilibrio, l’impegno del posteriore e altri aspetti; in pratica, l’animale deve effettuare gli esercizi senza sforzo.

La valutazione nel dressage viene riportata su delle schede formate da 6 colonne: la prima è occupata dal punteggio massimo (10), la seconda vale per il punteggio da dare, la terza colonna riguarda eventuali correzioni, la quarta invece se subentra qualche coefficiente, la quinta colonna è per il totale e nelle sesta vi sono riportate le considerazioni del giudice.

Gli esercizi vengono valutati da 0 a 10 in base ad un giudizio del genere:
• 10: eccellente,
• 9: molto bene,
• 8: bene,
• 7: abbastanza bene,
• 6: soddisfacente,
• 5: sufficiente;
poi ci sono voti negativi come:
• 4: insufficiente,
• 3: abbastanza male,
• 2: male,
• 1: molto male,
• 0: non eseguito.
Compresi nei criteri di valutazione vi sono anche i voti d’insieme per quanto concerne l’impulso, l’andatura, l’assetto del cavaliere e la sottomissione. Una volta effettuata la valutazione, le schede vengono portate in un’area di elaborazione prima di renderli pubblici. Quando si tratta di assegnare il voto ad ogni esercizio, i giudici si basano sulla scioltezza e ritmo del movimento, una regolare esecuzione, l’obbedienza al cavaliere, la funzionalità del posteriore.

Per ottenere un ottimo risultato, nel dressage, deve esserci un buon lavoro di squadra tra il cavallo ed il cavaliere con carattere, determinazione per tale materia.

Per poter montare in dressage bisogna avere passione per i cavalli e una grande volontà con lo scopo di raggiungere una sintonia tra il cavaliere stesso e il cavallo sta nei movimenti che durante l’esecuzione di esercizi complicati.
Una componente fondamentale per questo scopo è anche l’ambizione controllata poiché l’amazzone non deve accontentarsi di scarsi risultati ma cercare sempre di migliorare. Il cavaliere viene educato a partire dai 14 anni quando è ormai in grado di montare a cavallo in modo sereno dopo aver acquisito nozioni di base.
Durante un periodo di lavoro egli potrà assumere un assetto corretto ed elastico relativamente al movimento dell’animale; nel momento in cui diventano un'unica cosa, per il cavaliere comincia un allenamento mentale.
Per far fronte ad una attività agonistica deve esserci alla base una buona preparazione atletica ed un continuo allenamento infatti il dressage non è sinonimo di improvvisazione ma va considerato con molta serietà in quanto forma il carattere del cavallo.

Nel dressage, l’animale deve possedere una corretta struttura fisica per raggiungere ottimi risultati neldressage in quanto i soggetti più deboli non riusciranno ad affrontare un lavoro di preparazione soprattutto quelli con difetti fisici.
Gli esperti devono osservare attentamente i cavalli giovani per evidenziare i pregi e i difetti, ciò che può alterare la valutazione può essere la mancanza di muscolatura anche se nel dressage, dopo qualche anno di lavoro, può verificarsi un potenziamento muscolare irriconoscibile.
Le qualità psicologiche vanno di pari passo con quelle fisiche, molto importante è un buon apprendimento che deve possedere un cavallo di dressage.
Per raggiungere tale scopo il cavallo deve prestare attenzione a ciò che gli comanda il suo cavaliere e collaborare così nel lavoro con sicurezza al contrario di un cavallo pigro che tenderà ad ostacolare lo svolgimento degli esercizi. Ciò dipende anche dal carattere dell’animale stesso infatti se esso è dotato di un buon equilibrio psichico questo favorisce la collaborazione con il suo cavaliere.


  
 
 
     
 
Seguici su FaceBook e YouTube  
APPENNINO a CAVALLO - Associazione Culturale iscritta al n. 8291 del 6/3/2013 del Tribunale di Bologna - Police Privacy | Cookie Policy | Sitemap
Nelle Regioni: Abruzzo | Basilicata | Calabria | Campania | Emilia Romagna | Lazio | Liguria | Marche | Molise | Puglia | Sardegna | Sicilia | Toscana | Umbria |