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Incidenti di percorso: quando il primo soccorso deve essere il vostro

Fare trekking o anche solo delle brevi passeggiate è un piacere come pochi altri, purtroppo però ci sono degli inconvenienti con cui non vorremmo mai avere a che fare. Questi incidenti di percorso possono essere di poco conto o meno, ma la prognosi di ognuno è dipendente da come si affrontano i primi minuti. E’ quindi importante conoscere quello che si deve o non si deve fare. Prendiamo ora in esame alcuni dei più comuni incidenti che possono capitare durante una passeggiata o un trekking

Sobbattitura o contusione soleare: La sobbattitura è un trauma ottuso (cioè senza penetrazione) dei tessuti profondi vascolarizzati della suola attraverso la superficie soleare cornea scoperta, con possibile conseguente formazione di un ematoma (Fig.1) che può anche evolvere in forma ascessuale. Normalmente si tratta di lesioni inferte da sassi o altri oggetti duri presenti sul percorso che, quando calpestati, oppongono resistenza senza deformarsi alla forza di pressione esercitata dal cavallo con il risultato di infliggere un trauma. Anche terreni facilmente compattabili, come ad esempio la neve o alcuni tipi di sabbie molto fini, possono dare luogo a contusioni soleari diffuse (Fig.2) ed è quindi importante in questi casi mantenere frequentemente pulite le suole del proprio cavallo, anche più volte durante la passeggiata.

I segni clinici, generalmente, sono una zoppia lieve, che può anche presentarsi al passo, immediatamente a seguito del trauma o anche dopo diverse ore. E’ spesso presente anche dolorabilità alla palpazione armata della suola, calore più o meno localizzato sulla superficie dorsale dello zoccolo e sulla suola e polso digitale.

In caso di sobbattitura è molto importante proteggere la suola lesionata con imbottiture e fasciature, in modo da essere facilmente in grado di rientrare in scuderia o raggiungere il più vicino ricovero e rendere possibile la visita di un medico veterinario e di un maniscalco..

La terapia medico-mascalcica varia a seconda dell’estensione e della gravità del trauma ma è sostanzialmente volta alla protezione e alla facilitazione della guarigione spontanea delle lesioni acute, ad esempio con impacchi osmotici o rinfrescanti. Il drenaggio del contenuto della sobbattitura dovrebbe essere effettuato solo da professionisti competenti, valutando attentamente il caso e il grado di cronicizzazione della lesione. E’ vivamente sconsigliato cercare di “aprire” la sobbattitura durante la passeggiata, in quanto il rischio di complicazioni, anche gravi,  è molto elevato ed è una pratica che dovrebbe essere eseguita solo da professionisti e solo in presenza di una reale necessità. La ferratura può anche essere modificata, se necessario, offrendo protezione alla parte lesa ad esempio con l’utilizzo di solette adatte allo scopo. E’ quindi importante recarsi il prima possibile in un luogo dove si possa ricevere i primi soccorsi in modo da evitare di peggiorare la situazione e avere la miglior guarigione possibile.

Generalmente questa patologia ha una risoluzione abbastanza rapida e la guarigione ha un tempo che varia da pochi giorni ad alcune settimane nei casi più gravi e cronicizzati.

Chiodo da strada e ferite penetranti: Si definisce “chiodo da strada” (Fig.3) la ferita penetrante accidentale dovuta all’infissione di un oggetto appuntito, come un chiodo per l’appunto, localizzata sulla superficie soleare dello zoccolo, sul fettone, nelle lacune e nei glomi. Non va confuso con l’inchiodatura, che è invece un errore di infissione di uno o più chiodi usati per fissare il ferro allo zoccolo e che da luogo a problematiche diverse.

Le ferite penetranti del piede sono una condizione relativamente frequente nei cavalli da passeggiata. Molte sono innocue e passano inosservate, ma in base alla localizzazione, alla direzione della penetrazione e la profondità raggiunta possono essere molto pericolose e vanno gestite accuratamente.

In caso di penetrazioni significative il cavallo segnala immediatamente il dolore, manifestando una zoppia evidente da mancato appoggio e sarà riluttante al movimento. Gli oggetti penetranti potrebbero però non trovarsi in sede al momento dell’ispezione del piede in questione, ma sarebbero comunque presenti  gli esiti della penetrazione. In questo caso è opportuno pulire al meglio la suola con acqua pulita e soluzioni disinfettanti non alcoliche, zaffare la suola con del cotone asciutto, bendare l’intero piede e rientrare il prima possibile, ovviamente tenendo il cavallo a mano, al fine di sottoporre l’animale ad una visita veterinaria e i relativi interventi medici. Nel caso in cui l’oggetto fosse ancora conficcato nel piede, è buona norma non estrarlo se non strettamente necessario. Evitare di bendare il piede per non esercitare ulteriore pressione sull’oggetto in questione, facendolo procedere nella penetrazione. L’oggetto contundente non può penetrare più a fondo di quanto non abbia già fatto nel momento in cui il cavallo lo ha pestato con tutto il suo peso. Mancando l’appoggio del piede, inoltre, non potrà proseguire nella penetrazione.

La presenza del corpo estraneo è molto importante ai fini diagnostici (Fig.4), sia per il medico veterinario che il maniscalco, al fine di capire quali sono le strutture coinvolte dalla ferita in modo da intraprendere la strada terapeutica più efficace. Non provare in nessun caso a rimuovere l’oggetto e “far spurgare” da soli la ferita allargando il foro d’entrata, potreste arrecare gravissimi danni al vostro animale. A seconda dei casi infine potrebbe rendersi necessario il ricovero in strutture veterinarie specializzate e l’ausilio di ferrature a “placca ospedaliera” e infusioni locoregionali di antibiotici ad alta concentrazione.

La risoluzione di questo tipo di lesioni dipende sostanzialmente dalla localizzazione della penetrazione, dalla profondità raggiunta, dalle strutture interne al piede interessate e dalla tempestività ed efficacia delle cure (Fig.5). Normalmente la guarigione avviene in un periodo che va dalle poche settimane a diversi mesi, dipendentemente dalla gravità dell’incidente.

Sferratura accidentale: La sferratura accidentale è una situazione molto comune sia durante i trekking che la passeggiata. Normalmente non ha grandi conseguenze negative, specialmente se il cavaliere ha dimestichezza con la rimessa d’emergenza del ferro. Ci sono però condizioni sfortunate che richiedono dell’attenzione aggiuntiva perché potenzialmente rischiose.

Può capitare, ad esempio che l’unghia si rompa in corrispondenza delle ribattiture risultando in un danno più o meno esteso della scatola cornea che potrebbe precludere la rimessa in sicurezza del ferro. In questo caso è consigliato fasciare il piede con della benda autoadesiva e del nastro adesivo resistente in modo da avere una scarpetta di fortuna che vi permetta di concludere la passeggiata e far intervenire appena possibile il maniscalco. È consigliato comportarsi nello stesso modo qual ora non si rinvenisse il ferro, in modo da proteggere il più possibile l’unghia. Non cercate di mantenere in sede il ferro con il nastro, potrebbe non assolvere alla sua funzione ed il ferro potrebbe spostarsi sotto il piede del cavallo con conseguenze gravi, come l’infissione delle barbette nella suola. Quest’eventualità rappresenta un pericolo concreto, soprattutto in base alla forma  e all’altezza delle barbette. Infatti barbette tonde e basse possono raggiungere profondità inferiori rispetto ad un modello più appuntito. Se ciò dovesse accadere comportatevi come descritto per le ferite da chiodo. Un ferro lento potrebbe anche essere la causa di atri tipi di ferita penetranti e da taglio, quindi è buona norma controllare lo stato della ferratura prima di partire, assicurandosi che le ribattiture siano ancora ben incassate e non sollevate e i ferri ben saldi al loro posto.

Per chiarimenti e bibliografia scrivere all’indirizzo vetmanferri@gmail.com e cioni.simone@alice.it 

 

      Fig.1      Sobbattitura localizzata nella parte palmare mediale                       della suola
    Fig.2      Contusione soleare diffusa 
      Fig.3      Ferita penetrante a carico della suola  localizzata nella                     lacuna mediale con permanenza del corpo estraneo
      Fig.4      Radiografia del reperto in Fig.3 mostrante la profonda                     penetrazione del corpo estraneo, altrimenti impossibile                     da appurare
     Fig.5      Rischio relativo alla posizione di penetrazione: Rosso-                      molto alto  Giallo- Altro Verde- potenzialmente alto

 


    
 
     
     
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