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Stagione di Tarlo: coi primi caldi torna anche l'onicomicosi

Il Tarlo (onicomicosi, malattia della linea bianca) è un problema con cui molti cavalli e i loro proprietari hanno avuto a che fare, almeno una volta. Normalmente, è il maniscalco ad accorgersi della presenza della patologia, spesso durante le ferrature primaverili ed estive. Vediamo di capire di cosa si tratta.

Il Tarlo è una patologia a carattere cronico e progressivo delle strutture cheratinizzate, di cui è composto lo zoccolo del cavallo. Consiste nella degradazione attiva della sostanza cornea da parte di agenti eziologici (A.E.), che molti autori identificano in alcuni funghi cheratinofilici e batteri saprofiti (Fig. 1) , comuni contaminanti ambientali delle scuderie e dell’ambiente.

In particolare, essa si manifesta, inizialmente, a carico della linea bianca (Fig. 2), spesso nell’area della punta, per poi progredire in larghezza e in senso prossimale attraverso lo strato corneo più profondo della muraglia non lamellare e nei casi più gravi arrivare fino a livello del cercine coronario. Nonostante la diffusione pressoché globale degli A.E., non tutti i cavalli soffrono di onicomicosi e non con la stessa gravità. Questo perché i microorganismi responsabili del Tarlo non sono normalmente in grado di aggredire strutture cornee integre, ma danno origine alla patologia nel momento in cui riescono ad insediarsi all’interno di microlesioni nella linea bianca, trovando un ambiente povero di ossigeno (tossico per gli A.E.).  

Normalmente, la patologia ha una progressione relativamente lenta e ha un comportamento subdolo, poiché priva di sintomi, fino a che l’area aggredita non sia abbastanza estesa da provocare un’instabilità del meccanismo di ancoraggio della terza falange. Diventa, quindi,  fastidiosa e/o dolorosa per il cavallo, comportando grandi rischi per l’animale, come la rotazione meccanica della terza falange e/o il suo sprofondamento (laminite meccanica).

E’, quindi, importante che ogni proprietario sappia come difendere il proprio animale da questa patologia attraverso:
1- Cura dello zoccolo. Ferrature e/o pareggi regolari e fisiologicamente frequenti  sono essenziali. Questo da la possibilità di intervenire precocemente su un’eventuale infezione, oltre che  limitare lo stress meccanico indotto dalla crescita dello zoccolo, specialmente in punta, diminuendo l’insorgenza di microlesioni;

2- Igiene del ricovero dell’animale. Lettiere molto umide o poco areate possono favorire la permanenza di grandi quantità di A.E. nell’ambiente. Fare attenzione agli angoli, poiché sono punti che vengono puliti con meno attenzione e dove la lettiera tende a fermentare ed ammuffire. Anche lettiere troppo asciutte potrebbero favorire l’infezione, causando disidratazione della linea bianca e la formazione di microlesioni;

3- Corretta alimentazione. Un cavallo alimentato correttamente produce sostanza cornea di migliore qualità e quindi è meno soggetto alla patologia. Va ricordato che, ogni alimento o supplemento andrebbe somministrato in anticipo sulla stagione, in modo da dare il tempo ai tessuti di produrre sostanza cornea sana, che verrà in contatto col suolo nei mesi successivi.

4- Osservazione del proprio cavallo. È importante che il proprietario ispezioni frequentemente il proprio animale alla ricerca di alterazioni. In caso di infezione da Tarlo, purtroppo, non ci sono molti segni precoci che ne indichino la presenza salvo le piccole setole ascendenti in corrispondenza del sottostante svuotamento della muraglia  in corso di patologia (Fig. 3). Alcuni Soggetti sono più sensibili di altri a causa di diversi fattori non controllabili ed è bene quindi conoscere a fondo il proprio cavallo.

5- Medico veterinario e Maniscalco: è importante fare riferimento a professionisti competenti e di fiducia che possano e sappiano riconoscere la patologia, intervengano tempestivamente, sappiano trattarla efficacemente e vi possano aiutare a pianificare un piano preventivo efficace, seguendo personalmente il vostro cavallo. (Fig. 4) 

Per chiarimenti e bibliografia scrivere all’indirizzo vetmanferri@gmail.com e cioni.simone@alice.it

Pubblicato sul n. 12 di "Appennino a cavallo"

  Fig.1 Immagine microscopica di S. brevicaulis 
  Fig.2 Visione soleare del piede equino: Blu-muraglia esterna, Verde-muraglia interna, Viola- suola, Arancione-linea bianca dilatata, Rosso-linea bianca affetta da Tarlo 
 

Fig.3 Frattura della muraglia distale relativa alla lesione in Fig. 2.


  Fig.4 La frattura in Fig. 3  ha rivelato un’infezione di media intensità, subito trattata (La colorazione fuxia è dovuta all’utilizzo di un prodotto disinfettante).

    
 
     
     
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