I CAVALLI

 
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  OSTEOPATIA EQUINA  
     
         
 
     OSTEOPATIA EQUINA
 
Quando siamo noi a creare problemi al cavallo

La visione Osteopatica del Binomio ci aiuta a capire come, nonostante sia formato da due unità ben distinte (cavallo e cavaliere), la loro interazione è talmente forte da essere considerate alla fine una cosa unica con tutte le implicazioni positive e negative che ciò comporta per le due componenti.(fig.1)

  Fig.1 
La posizione del cavaliere in sella è di fondamentale importanza perché, come dimostrano le foto 2-3, questo si inserisce all’interno di quello che viene considerato   il centro da dove passano le maggiori linee di compensazione del corpo del cavallo e al quale è possibile sovrapporre quasi  perfettamente anche il centro di gravità  dello stesso.

 
Fig. 2 Fig. 3

Pensate quindi come un problema posturale del cavaliere possa inficiare l’equilibrio del cavallo andando a cambiare la normale biomeccanica e quindi l’assorbimento e l’azzeramento di tutte le forze che intervengono in una sessione di allenamento. Le foto 4-5 portano come esempio l’adattamento posturale che un cavaliere ha subito in seguito ad un intervento chirurgico di appendicectomia con una grossa infiammazione del peritoneo, la quale a causato il seguente quadro:

-il corpo intero  si chiude a protezionedella zona fissata,in questo caso a destra, accorciando la gamba destra e attuando compensi a livello del bacino e della colonna lombare (scoliosi), in sella il cavaliere tende a ruotare e flettersi a destra scivolando sulla sella per andare a ricercare con la gamba destra più corta la staffa.

   

Tutto ciò si traduce nel cavallo in una serie di compensi , simili a quelli causati dalla cicatrice dell’appendicectomia nel corpo del cavaliere, con conseguenze sulla biomeccanica del cavallo che affronterà ogni esercizio ogni richiesta con un dispendio di energie maggiore e con un sovraccarico maggiore su alcune zone del corpo rispetto ad altre. Ovvio che  questo quadro se si dovesse presentare per ore di allenamento, giorni, mesi a volte anni porterebbe il cavallo ad avere danni a livello strutturale come tendiniti che possono arrivarefino  alla vera e propria lesione di questi, artrosi delle grosse o piccole articolazioni fino alle erroneamente chiamate fratture da stress,( perché  non basta dargli un nome bisogna soprattutto capire il motivo di queste fratture), anticipati da periodi di rigidità, zoppie che spesso vengono sottovalutate o trattate esclusivamente a livello farmacologico, andando  esclusivamente ad eliminare il sintomo, cioè il campanello d’allarme. In conclusione  è importante far gestire il binomio ad un Osteopata  perchè certe, anzi molte problematiche possono essere causate dall’interazione tra cavallo e cavaliere, e questo può essere riconosciuto, valutato e trattato attraverso un percorso di sedute osteopatiche, in cui si agisce sulla causa primaria, in questo caso la cicatrice di un intervento chirurgico nel cavaliere, e sulle problematiche secondarie che colpiscono il cavallo ad esempio, rotazioni vertebrali di compenso, contratture muscolari di compenso e altro.

Daniele Bresciani
Osteopata-fisioterapista Equino/Canino presso FM Reiningcente
Info: 333/5749585

Pubblicato sul n.12 di "Appennino a cavallo"

    
 
     
     
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