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Il Criptorchidismo
Il termine criptorchidismo significa letteralmente “testicolo nascosto” ed è molto comune nei cavalli. Sembra che il testicolo ritenuto produca più testosterone e questo spiegherebbe il nervosismo, l'irritabilità e l´aumento di libidine dei cavalli criptorchidi. Ora l’aspetto più interessante di questa anomalia, è che sembra essere di origine genetica, il che spiega il motivo per cui, una volta individuata la patologia è consigliabile precedere con la castrazione. Ma vediamola più in dettaglio.
 

 

Un cavallo è considerato criptorchide quando uno od entrambi i testicoli non sono completamente discesi nello scroto. Nel feto i testicoli si formano all’interno della cavità addominale vicino ai reni, poco prima della nascita del puledro i testicoli iniziano a scendere all’interno dell’ addome per raggiungere, tramite il canale inguinale, lo scroto. Questa “migrazione” si conclude entro i primi 2-3 anni di vita del puledro. Per molteplici cause quali predisposizione genetica, insufficien-te stimolazione di ormoni maschili (es. testoste-rone) o altri fattori, si può verificare il criptorchi-dismo.

Nella maggior parte dei casi è coinvolto un solo testicolo che può fermarsi a vari livelli della sua discesa. Si può verificare una ritenzione addominale completa nel qual caso il testicolo è completamente ritenuto all’interno della cavità addominale. In genere tale organo resta molto più’ piccolo e flaccido del controlaterale normale. In altri casi la ritenzione può’ essere incompleta se il testicolo é’ parzialmente in addome ma vicino all’anello inguinale (ritenzione addominale incompleta), o può localizzarsi all’interno del canale inguinale (ritenzione inguinale permanente) o, ancora, può affacciarsi nello scroto senza scendere del tutto e rimanere parzialmente nel canale (ritenzione inguinale temporanea).     

In quest’ultimo caso, se il testicolo non scende entro i primi 2-3 anni di vita del puledro, si può’ tentare un approccio medico somministrando degli ormoni che stimolino la crescita e la conseguente discesa completa del testicolo. Tale approccio è’ però controverso poiché non sempre funziona e soprattutto il criptorchidismo può essere ereditario, perciò i cavalli criptorchidi dovrebbero sempre essere castrati per evitare di trasmettere un difetto.Fare diagnosi di criptorchidismo in un cavallo che non ha mai cambiato proprietario é facile, i problemi arrivano quando viene asportato solo il testicolo sceso e lasciato quello ritenuto. L’acquirente compra un castrone e si ritrova un cavallo che si comporta da stallone! Molto spesso l’atteggiamento aggressivo e la libido permangono se il testicolo ritenuto non viene asportato. Nel caso in cui vi sia un sospetto di criptorchidismo in un cavallo che è già stato castrato e del quale non si abbia certezza che fossero presenti entrambi i testicoli, si possono effettuare varie metodiche diagnostiche per fare diagnosi di criptorchidismo. Tali opzioni includono la palpazione del canale inguinale, l’ecografia o la valutazione dei livelli di testosterone (basale o dopo stimolazione con hCG).
I testicoli ritenuti oltre a dare problemi comportamentali da stalloni, possono anche dare alcune difficoltà durante il lavoro poiché possono provocare dolore, pertanto si consiglia di castrare sempre e completamente i cavalli criptorchidi. Generalmente il testicolo ritenuto non produce spermatozoi o, se vi sono, non sono fertili date le alte temperature alle quali vivono, ma il testicolo sano funziona normalmente, perciò un cavallo criptorchide può comunque coprire. E’ sempre consigliabile effettuare la castrazione di un criptorchide in clinica ed in anestesia generale (eventualità assolutamente obbligatoria nel caso della ritenzione addominale), tale procedura comporta maggiori rischi chirurgici, dovuti soprattutto all’anestesia generale, e maggiori costi, ma resta comunque l’approccio più corretto e sicuro.

Dott.ssa Isabella Maffei


    
 
   
 
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