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Una puledra..."problematica": Quando un arto "scatta in avanti"
 

I puledri neonati sono, come tutti i cuccioli, molto delicati.                       Un puledro neonato, come tutti i cuccioli, può cambiare il suo stato di salute nell’arco di poche ore.           Rilevare, nell’arco delle prime ore di vita, eventuali patologie presenti, permette di salvaguardare lo stato di salute del puledro.                             Con i puledri neonati è importante agire e non aspettare che i problemi si sistemino da soli. 

Sono stata contattata dai proprietari di un allevamento di cavalli, che normalmente seguo, per la visita di controllo alla puledra appena nata. Durante la valutazione del suo stato generale di salute mi accorgo che la piccola presenta un lieve difetto di deformità flessoria ad un arto anteriore. Spiego al proprietario che il termine “deformità flessoria” viene usato per descrivere i problemi dei tendini flessori nel puledro neonato: iperflessione o iperestensione. 

Comunemente si parla di contratture ma in realtà i tendini non possono contrarsi o rilassarsi quindi è un termine improprio. La patologia è dovuta a un’incongruità nella lunghezza tra il tendine e l’osso su cui agisce. 

Le deformità flessorie possono interessare uno o più arti, sia anteriori che posteriori, con vari gradi di gravità. Possono interessare il carpo, il nodello e la falange distale. In questo caso la struttura coinvolta è il tendine flessore profondo della falange mentre l’osso su cui agisce è la terza falange.
Le cause non sono ben note: una delle teorie più accreditate è un mal posizionamento in utero.
Faccio notare al proprietario il lieve difetto e spiego che le prossime 24 ore saranno fondamentali per decidere se dover intervenire oppure no. Nei casi meno gravi è sufficiente che il puledro cammini per qualche ora per distendere in modo naturale le strutture contratte. Decidiamo di confinare la puledra in uno spazio idoneo e attendere.
Il giorno dopo, tornando per la visita, riscontro un netto peggioramento. Si accentua nella puledra una forte difficoltà nel mantenere l’arto in posizione corretta.
La puledra, da ferma, tiene lo zoccolo appoggiato al suolo solo in punta, con talloni sollevati e nodello portato in avanti. In movimento la contrattura porta una rotazione in avanti del nodello con strisciamento della faccia dorsale dell’articolazione sul terreno.
Come primo intervento scelgo una terapia non invasiva. Contatto quindi un maniscalco professionista, Michele Cianti, per applicare allo zoccolo una soletta ortopedica specifica. Lo scopo di questa soletta è di creare un’estensione sulla punta dello zoccolo in modo da facilitare l’appoggio dei talloni e la discesa del nodello. In questo caso, l’intervento podologico non è stato sufficiente a contrastare il grado di tensione delle strutture. Il continuo ribaltamento del nodello in avanti ha causato la lacerazione del tendine estensore digitale comune.
Trattandosi di puledri e non di “piccoli cavalli”, sapendo che hanno bisogno di cure specifiche e che la gestione non può essere supportata da un solo soggetto, decido di chiedere collaborazione da una collega specializzata in neonatologia equina, Dottoressa Jole Mariella.
In seguito al consulto, io e la collega decidiamo di impostare una terapia medica. Procediamo con il contenimento a terra della neonata per l’inserimento di un catetere endovenoso. Impostiamo subito una terapia fluida con un farmaco specifico atto a legare il calcio così da indurre un rilassamento muscolare e conseguente distensione del tendine interessato.
La terapia ha cominciato immediatamente a fare effetto con estremo sollievo e piacere dell’allevatrice. Nell’arco di 48 ore il problema si è risolto e la puledra non manifesterà zoppie derivanti da questo problema neonatale. L’arto viene ancora supportato da bendaggio ma la postura corretta è stata ripresa. La lacerazione del tendine estensore ha, come terapia, il confinamento in box per 15 giorni. Passato questo tempo la puledra andrà accompagnata fuori cercando di farla camminare piuttosto che correre e saltare. Qualche giorno ancora di pazienza e poi ci saranno i pascoli ad aspettarla.

Dott.ssa Paola Restani

Pubblicato sul n.4 di "Appennino a cavallo"


    
 
   
 
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